Per i terremotati

3 Giu

REQUIEM

Ancora una volta la terra ha tremato
Il sisma ruggente che spezza e travolge
Si è rivelato …e tutto ha annullato.
Sui cumuli inerti di sassi e ruine
Non restano altro che lacrime e croci
Con l’eco dolente di amatissime voci.

Dinanzi a memorie di templi di case
Di strade e sentieri…la mente vacilla
Il cuore non regge e il corpo si arrende.
Perché? Si domanda il superstite immoto
E sgomento si chiede: a che prò le fatiche
Diuturne e snervanti di povere vite?

Ciascuno si prodiga a fare…a scavare
Con l’unghie dolenti e l’anima afflitta
I miseri resti di tanti innocenti
Che sono volati …lassù come Santi
D’intorno squallori delirii tragedie
E flebile giunge un lamento lontano:

Chi piange? …Chi chiama?…
Più presto!…Più presto!…
Il tempo non conta ma vale sperare.
Pur contro il destino che annulla
E disperde le vane speranze
Nel livido albore di aurore diacciate.

S’invoca la fine che allevia i dolori!
l’impatto crudele col sisma funesto
ha tolto d’ un tratto al ricco e al modesto
ma sono le vite che sono sparite
e quelli restati non hanno più vite.

Nonna Lea l’ Estroversiana

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